Martedì, 19 Novembre, 2019

Intel, la crisi dei pc costa 12 mila posti di lavoro

Intel, la crisi dei pc costa 12 mila posti di lavoro Intel, la crisi dei pc costa 12 mila posti di lavoro
Esposti Saturniano | 20 Aprile, 2016, 23:49

Altro che qualche centinaio di dipendenti, qui si parla di ben 12mila unità. In questo scenario si inserisce la decisione della società di tagliare 12.000 posti di lavoro nel mondo entro la metà del 2017, vale a dire l'11% della sua forza lavoro. Nei tre mesi, Intel ha infatti registrato profitti in crescita da 1,99 miliardi di dollari, pari a 41 centesimi per azione, a 2,05 miliardi, e 42 centesimi. Gli oneri sono stimati a $1,2 miliardi e saranno iscritti nel bilancio del secondo trimestre.

Il fatturato del gruppo si è attestato sui 13,7 miliardi, in aumento del 7 per cento rispetto al Q1 dell'anno precedente. Queste ultime, più altre piccole divisioni, nel corso del 2015 hanno portato nelle casse di intel circa 2,2 miliardi di dollari, pari al 40% dei ricavi totali. Il segmento su cui Intel ha costruito negli anni la propria fortuna ha segnato il quinto anno consecutivo di declino. In una mail ai dipendenti, Krzanich ha affermato che "non si tratta di modifiche che prendo alla leggera", ed ha sottolineato come Intel sia stata costretta ad interrompere la vendita di PC e sistemi server a basso costo. Ma non saranno più il suo epicentro: per crescere bisogna pensare ad altro, come all'Internet delle Cose. È questo il prezzo che l'americana Intel è disposta a pagare per rifocalizzarsi sui nuovi mercati dei centri di elaborazione dati e dei dispositivi intelligenti.

Il Chief Executive Brian Krzanich ha descritto la mossa come dura ma necessaria, non solo per ridurre i costi, ma anche per favorire gli investimenti in aziende che stanno crescendo.

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