Giovedi, 14 Novembre, 2019

"Caro Kobe", lettera della Nba a Bryant per il suo addio

BASKET      Nba le lacrime e delirio dei fan per l'addio di Kobe Bryant 
      14 Aprile 2016 BASKET Nba le lacrime e delirio dei fan per l'addio di Kobe Bryant 14 Aprile 2016
Cacciopini Corbiniano | 15 Aprile, 2016, 00:16

Per salutare il fenomeno dei Lakers nel giorno della sua ultima gara, Nike ha inaugurato il "Mamba Day" nome che deriva dal soprannome di Bryant, Black Mamba, nomignolo ispirato dal Mamba del film Kill Bill in cui si racconta del serpente agile e aggressivo, letale nei momenti decisivi, un po' come il modo di giocare di Kobe. Hanno infarcito uno show in perfetto stile cinematografico, ma d'altronde da queste parti che cosa ci si potrebbe attendere di diverso? "Se qualcuno doveva battere quel record, sono contento che siano stati loro". Era il 7 settembre del 2000, primo giorno di scuola speciale per gli alunni che utilizzavano la palestra "dei Pompieri" di via XXV Aprile; in quello che era stato il tempio della primissima Ignis, dove Varese conquistò gli scudetti del '61 e del '64, l'allora giovane stella dei Lakers girò uno spot commerciale per l'Adidas, allora suo sponsor tecnico.

Se vogliono che venga per parlare con i ragazzi lo farò volentieri, ma mi fermerò lì. Tutti per vedere l'ultima di Kobe. Questi alcuni dei numeri del fenomeno gialloviola. Solo lui. Il resto è semplicemente contorno.

Il cerchio si chiude in a Kobe Way, con cinquanta tiri e sessanta punti. Non ci sarà mai un altro Kobe Bryant. Mai nessuno, ovviamente, aveva segnato tanti punti alla sua età. Da piccolo ero tifoso Lakers, non avrei potuto chiedere di meglio. "Sono tranquillissimo nel lasciare, quando andrò a letto stasera rinrgazierò Dio e spenderò più tempo con la mia famiglia".

Come detto, quest'anno i Lakers hanno disputato una pessima stagione, tanto che non accederanno ai playoff ma nonostante i risultati negativi e i continui acciacchi fisici, Bryant è riuscito comunque a mettere in luce il suo incredibile talento come nel match contro i Cleveland Cavaliers. Più di Jordan e Chamberlain, meno di Jabbar e Malone. Giocatore fenomenale, fantascientifico, una vera leggenda vivente. Da adesso si vedrà le partite seduto sul divano di casa, inseme alla famiglia, cercando di trovare all'NBA un degno sostituto perché Bryant inizia già a mancare.

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