Martedì, 18 Giugno, 2019

News del giorno: trovato cadavere della professoressa scomparsa

Gabriele Defilippi e il caso Rosboch Gabriele Defilippi e il caso Rosboch
Acerboni Ferdinando | 01 Marzo, 2016, 01:07

Oggi verrà predisposta l'autopsia sul corpo della donna e gli esami scientifici sulla vettura. La madre di Defilippi, Caterina Abbattista, fermata ieri sera, nega invece di essere coinvolta nell' assassinio. Anche questo giovane è stato fermato con l'accusa di omicidio volontario e occultamento di cadavere.

Gabriele Defilippi ha confessato.

Ottavia Giustetti su Repubblica ne ha tracciato le ultime ore. Era rimasta sola per un tempo lunghissimo mentre, nella stanza accanto, l'amato figlio tentava di replicare alla confessione dell'amico e complice Roberto Obert. Defilippi viveva a Castellamonte con la madre in una casa vicino al Comune. Ha sbattuto la testa contro il muro, ha avuto una crisi di nausea. "Gabriele l'ha strangolata, io non c'entro", si sarebbe difeso così l'amico dello studente.

Una reazione senza filtri da donna addolorata e inconsapevole. Paradossalmente, anche quest'ultimo ha fornito una prova che li ha inchiodati: il 13 gennaio, essendo solo a casa, ha chiamato più volte la mamma e il fratello maggiore, che non hanno risposto. Lo ha detto il procuratore capo di Ivrea, Giuseppe Ferrando, a proposito dei due uomini fermati per l'omicidio di Gloria Rosboch. Obert, messo di fronte al lavoro d'indagine dei carabinieri del nucleo investigativo di Torino, ha confessato di aver partecipato al delitto, di cui però accusa il complice, Gabriele De Filippi.

È stato quello, al principio, l'alibi di Gabriele. Nell'ottobre 2014 era stata depredata di tutti i suoi risparmi, 187 mila euro, proprio da Gabriele Defilippi, lo studente che ha sempre continuato a sostenere di avere un "alibi di ferro". Nell'istituto nessuno l'ha vista: il suo corpo giaceva in una vasca di decantazione nella provincia di Torino. Con lei il marito Ettore, una amica dell'insegnante e l'avvocato Caniglia. E lei non ricorda questa circostanza.

Secondo una prima ricostruzione degli inquirenti, l'insegnante avrebbe dovuto partecipare ad una riunione che non si è mai tenuta.

Non sembrano giustificabili queste evidenti incongruenze e neppure i vuoti di memoria.

Nel caso Gloria Rosboch, l'insegnate di Castellamonte uccisa il 13 gennaio scorso e poi nascosta in una cisterna nei boschi Rivarolo, un dato emerge in modo inequivocabile: i tre arrestati avevano pensato a come costruirsi i loro rispettivi alibi, ma negli interrogatori hanno fornito versioni diverse.

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