Lunedi, 26 Agosto, 2019

South Carolina: primarie dem, Hillary a valanga su Sanders

Hillary Clinton festeggia la vittoria in South Carolina- AP Hillary Clinton festeggia la vittoria in South Carolina- AP
Evangelisti Maggiorino | 28 Febbraio, 2016, 20:46

Qui, nel Palmetto State, otto anni fa, la Clinton subì un'umiliante sconfitta da parte di Barack Obama e perse l'allure di candidata "inevitabile" che aveva mantenuto sino ad allora. Dopo un avvio di primarie davvero sotto tono che avevano stravolto buona parte dei pronostici, ieri la Clinton è tornata a vincere, anzi, a stravincere nel South Carolina durante le votazioni dem, ed ora la sua corsa verso la Casa Bianca appare rimessa sui binari giusti. L'ex First lady Usa ha ottenuto il 73,5% delle preferenze conquistando 39 delegati mentre il suo principale sfidante, Bernie Sanders, si è fermato al 26% (14 delegati). Una vittoria schiacciante grazie ai voti degli afroamericani con un risultato che è migliore di quello raggiunto da Obama nel 2008 (l'84% contro il 78% del'attuale presidente). Afroamericani e ispanici sono il tallone d'Achille di Sanders, che non ha investito molte risorse né tempo nel tentativo di conquistare una fetta importante di popolazione tradizionalmente più legata all'establishment democratico, e dunque alla Clinton. Il senatore del Vermont si è congratulato con la sua avversaria ma ha sottolineato: "La campagna è agli inizi". "Probabilmente sarà una sfida fra me e Hillary" alle elezioni generali, dice il tycoon.

Clinton, nel ritrovato ruolo di favorita alla nomination democratica, ha invece preso di mira anzitutto l'attuale leader nelle primarie repubblicane, Donald Trump. "Non daremo nulla per scontato". L'America non ha mai smesso di essere grande.

"Da oggi, la campagna si sposta a livello nazionale", ha affermato Hillary sul palco elettorale, dopo avere ringraziato i suoi sostenitori. E riferendosi velatamente al magnate repubblicano Donald Trump ha aggiunto: "Non abbiamo bisogno di fare grande l'America ancora una volta".

Ora l'attenzione si rivolge sul "Super Martedì" del primo marzo, dove si vota in undici stati. L'ex segretario di Stato ha incassato quasi tutto il voto afroamericano.

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