Sabato, 15 Giugno, 2019

Approvato il maxi-emendamento sulle unioni civili, i primi commenti

Approvato il maxi-emendamento sulle unioni civili, i primi commenti Approvato il maxi-emendamento sulle unioni civili, i primi commenti
Evangelisti Maggiorino | 28 Febbraio, 2016, 07:45

Diciamo che sotto il profilo culturale, queste modifiche al ddl Cirinnà sono il segno di una fortissima resistenza nel Paese, che ha avuto successo. 

La stepchild adoption è stata cancellata: le norme che prevedevano l'adozione del figlio naturale di uno dei due coniugi civili sono state stralciate. Inoltre entrambe le parti sono tenute, ciascuna in base alle loro capacità professionali e casalinghe, a contribuire ai bisogni comuni, esattamente come per il matrimonio.

Via la stepchild adoption e l'obbligo di fedeltà, per il resto il maxiemendamento mantiene la sostanza dell'impianto del ddl Cirinnà.

Cognome - La coppia può stabilire di assumere un cognome comune scegliendolo tra i propri. L'atto poi è riportato nel registro dello stato civile e la nuova coppia potrà decidere se mantenere ciascuno il proprio cognome, adottarne solamente uno dopo aver stabilito di comune accordo.

La legge sulle Unioni Civili deve ancora essere approvata dalla Camera dei Deputati e noi vigileremo affinché le tutele in esse contenute non vengano meno, così da dare la possibilità a tantissime persone di mettere in sicurezza le proprie famiglie, esigenza che ovviamente non possiamo ignorare. Nel gruppo Facebook "In Piazza per il Family Gay", che conta 14000 membri ed è cliccatissimo in queste settimane per chi vuole tempestivamente essere aggiornato sulle iniziative, la maggior parte degli interventi sono critici verso le associazioni: alcuni sono per cancellarla addirittura, altri pretendono rassicurazioni dagli organizzatori.

PENSIONE, EREDITÀ E TFR: la pensione di reversibilità e il Tfr maturato spettano al partner dell'unione.

La convivenza invece è un istituto che regola il legame tra "due persone maggiorenni unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale, non vincolate da rapporti di parentela, affinità o adozione, da matrimonio o da un'unione civile". In caso di morte al partner superstite va la "legittima", cioè il 50%, e il restante va ad eventuali figli. Se le unioni civili somigliano a un matrimonio, le convivenze sono una unione di serie B, senza una disciplina legale in caso di mancata stipulazione di un contratto specifico. Una differenza è che non sarà obbligatorio il periodo di separazione. Non irrilevante la questione del divorzio breve: lo scioglimento della relazione potrà avvenire dopo soli tre mesi, maggiore (tra i sei mesi e l'anno) il tempo necessario per rompere la relazione tra due coniugi omosessuali. Un'unione civile è un'unione tra persone dello stesso sesso quale specifica formazione sociale. Al di là dell'obbligo di fedeltà (retaggio del 1942, quando il concubinato era pure punito penalmente), in questa Legge ci sono anche disposizioni più evolute rispetto al matrimonio previsto dal codice civile. I conviventi hanno gli stessi diritti dei coniugi in caso di malattia, di carcere o di morte. In caso di morte del proprietario della casa di comune residenza, al convivente di fatto superstite il diritto di abitazione per due anni o per un periodo pari alla durata della convivenza se superiore a due anni fino ad un massimo di cinque anni.

Nel caso in cui l'appartenenza ad un nucleo familiare costituisca titolo o causa di preferenza nelle graduatorie per l'assegnazione di alloggi di edilizia popolare, di tale titolo o causa di preferenza possono godere, a parità di condizioni, i conviventi di fatto.

In caso di cessazione della convivenza di fatto, il giudice stabilisce il diritto del convivente di ricevere dall'altro convivente gli alimenti qualora versi in stato di bisogno e non possa mantenersi.

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