Martedì, 26 Gennaio, 2021

Prove di Brexit, sterlina a picco, monito delle agenzie di rating

NEWS 257893 Prove di Brexit, sterlina a picco, monito delle agenzie di rating
Evangelisti Maggiorino | 27 Febbraio, 2016, 21:03

Lunedì il pound è sceso ai minimi del 2010 dopo che il sindaco di Londra, Boris Johnson, ha annunciato che voterà a favore della Brexit.

In caso di vittoria della Brexit, è difficile dire che cosa accadrà, perché non è mai successo che un paese esca dalla Ue. Infatti questa mattina, in apertura di contrattazione, la sterlina è debole, viene scambiata intorno a 1,28 euro. Fra questi anche le autorità che gestiscono gli aeroporti di Heathrow e Gatwick, i due scali principali della capitale britannica. Bisogna precisare che, nel caso in cui si trovi l'accordo con le istituzioni europee riguardo i quattro punti, il premier ha promesso un atteggiamento più favorevole nei confronti della permanenza nell'Unione. E questo porterebbe ad un indebolimento della sterlina molto maggiore, forse più di quanto l'Inghilterra possa sopportare.

"Non conosco coppie - ha detto Cameron - che iniziano una procedura di divorzio per risposarsi". I maligni hanno addirittura suggerito che la nottata di trattative sia servita solo a dare un po' di rilievo ad un accordo deludente, in cui l'eliminazione dei sussidi famigliari per i lavoratori stranieri i cui figli non vivono nel Regno Unito è stata sostituita da un'indicizzazione dei suddetti sussidi al costo della vita nel paese in questione. Neanche il tempo di festeggiare il compromesso faticosamente raggiunto, che Boris Johnson, popolare sindaco di Londra e membro del parlamento inglese, è uscito allo scoperto dichiarando che farà campagna per l'uscita del Regno Unito dall'Ue. Non solo. La Gran Bretagna di Cameron sta al contempo convergendo con la Cina, o meglio con gli affari con i cinesi, e alleandosi con alcune nazioni del Baltico ben selezionate in base alle realtà e possibilità economiche, a tutto svantaggio degli Stati Uniti di Obama con cui il primo ministro inglese ha pessime relazioni per il dilettantismo in politica estera. "Qualsiasi cosa accada alla fine di questo - e l'ho detto al primo ministro - Cameron deve rimanere al suo posto", ha detto Johnson, che promette che non vorrà rappresentare il fronte euroscettico in un confronto col premier conservatore.

I conservatori, soprattutto, il che è un piccolo paradosso se si pensa che quando nel 1975 ci fu un primo referendum per decidere l'adesione all'allora CEE, i Tories erano i più accesi sostenitori del progetto, mentre i socialisti del Labour volevano che la Gran Bretagna rimanesse per i conti suoi.

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