Sabato, 19 Settembre, 2020

Commando francesi a Bengasi per aiutare il generale Haftar contro l'Isis

Le milizie libiche di Haftar sfondano a Bengasi Le milizie libiche di Haftar sfondano a Bengasi
Evangelisti Maggiorino | 27 Febbraio, 2016, 20:22

Ecco quindi che una coalizione di volenterosi che affiancasse l'ipotetico Governo di unità nazionale (che resta per ora una chimera) "darebbe al conflitto libico una marcata sfumatura internazionale" trasformando il latente sentimento anti-occidentale in un collante del quale potrebbe approfittare lo Stato islamico. "Obama ha incarnato lo spirito di chi dice: i problemi degli altri non sono affare nostro". "Quando il governo libico si sarà insediato - ha proseguito Pinotti - ci sarà bisogno di dare una mano per la sicurezza con addestratori e anche forze di protezione e a questo stanno lavorando 19 nazioni con il coordinamento dell'Italia". Tra di esse, c'è la Guardia delle Infrastrutture petrolifere, paramilitari probabilmente finanziati da multinazionali che hanno interessi in Libia. Il Parlamento di Tobruk dovrebbe riprovare a votare lunedì prossimo, ma nessuno scommette su un esito positivo.

I commando francesi sarebbero stati schierati a Bengasi, nell'est della Libia, "per sostenere" le operazioni militari in corso lanciate dall'esercito guidato da Khalifa Haftar. Se il governo unitario non dovesse riuscire, in tempi brevi, ad ottenere la fiducia da Tripoli e Tobruk e i dissidi tra le due assemblee su alcuni punti chiave, come quello sul ministro della difesa, dovessero persistere, l'impressione è che la Libia possa diventare il nuovo centro di raccolta per tutti gli aspiranti jihadisti del Sahel e di conseguenza rendere inevitabile l'intervento delle potenze occidentali, con risultati potenzialmente devastanti per il futuro del paese e di tutta la regione. Gli Usa hanno una urgenza militare, il Pentagono ritiene, non a torto, che si sia perso troppo tempo, dando modo al Califfato di allargare la sua influenza sia in Siria, che in Iraq e ora in Libia.

A Tobruk c'è la sede del parlamento libico riconosciuto a livello internazionale
A Tobruk c'è la sede del parlamento libico riconosciuto a livello internazionale

E' stato il Wall Street Journal ad avvisarci che l'Italia aveva concesso agli Usa l'utilizzo della base di Sigonella, mentre la notizia delle operazioni di "forze segrete" francesi contro l'Isis era tanto riservata da finire in bella vista sul sito di Le Monde. La base di Sigonella l'abbiamo concessa, ma nel frattempo c'è chi - come la Francia - un passo avanti l'ha già compiuto, e noi rimaniamo indietro a riflettere. Sempre più incalzato dall'alleato americano e con la voglia di non essere messo all'angolo come nell'intervento militare anglo-francese di qualche anno fa, il "povero" Renzi sarà costretto stretto giro ad accettare. L'impegno dei militari si dislocherebbe nei pressi di Tripoli e nella sua provincia, in una parola la cosiddetta Tripolitania area di circa 350,000 km quadrati.

Diversa, almeno sino a ieri, la posizione del governo italiano. Per decretare l'ennesimo fallimento delle cosiddette primavere arabe; per dimostrare, una volta di più, che la democrazia liberale potrà pure funzionare a Londra e a Washington, ma non per questo deve diventare l'unico modello possibile di esercizio del potere politico. La priorità per Roma era quella della formazione di un governo libico di unità nazionale. Piuttosto il rischio è di trovare solo posti in terza fila: un film già visto nel 2011, quando i francesi diedero il via unilaterale all'attacco contro Gheddafi. L'Isis, a quanto pare, è più intelligente dell'Occidente perché riesce a penetrare a sud, nel Fezzan, e a ovest della Tripolitania accollandosi le istanze tribali e le rivendicazioni di chi non è rappresentato dagli schieramenti ufficiali. Le "scorciatoie" sarebbero "un errore gravissimo", insiste Gentiloni.

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