Giovedi, 21 Novembre, 2019

Anche un senese tra gli studiosi delle onde gravitazionali

Anche un senese tra gli studiosi delle onde gravitazionali Anche un senese tra gli studiosi delle onde gravitazionali
Acerboni Ferdinando | 18 Febbraio, 2016, 02:06

Grandi scienziati ci hanno provato per anni e non le vedevano mai?

La necessità di riportare la fisica a termini più "nazionalpopolari" spinge il conduttore Nicola Savino a chiedere cosa possa farci con le onde gravitazionali l'uomo della strada, mentre la Gialappa's rincara: "I pop corn possiamo farli?". Alle 11:50, ora europea, del 14 settembre 2015, gli apparecchi dedicati all'osservazione hanno rivelato una vibrazione.

La scoperta scientifica annunciata costituisce una importantissima conferma della teoria della Relatività Generale di Einstein. "Essa apre un nuovo capitolo della Fisica delle Interazioni Fondamentali e inaugura l'Astronomia Gravitazionale, una nuova "finestra" di osservazione dell'Universo, che può fornire informazioni non accessibili ai rivelatori elettromagnetici".

Quali implicazioni potrebbero esserci, dopo questa scoperta, sulla nostra vita? La 'palla da bowling' produce dei cambiamenti che, nell'Universo, si propagano alla velocità della luce sotto forma di onde gravitazionali. Pochi sanno che le conoscenze derivanti da questa teoria hanno fornito un contributo essenziale alla messa a punto e al grado di precisione ottenibile dalle reti satellitari GPS. "Era come se tutto quello che accadeva sulla Terra non mi interessasse, io volevo capire l'universo". "Insomma, la ricaduta tecnologica è notevole, anche se non immediatamente tangibile".

Si sa che i fisici, calcio e f*ga non sanno cosa siano!

Ma come si possono vedere queste particolari onde?

"Per farlo, sono stati impiegati strumenti di rilevazione dalle caratteristiche diverse e sempre più sofisticati", fino a raggiungere il grande risultato. Un team di ricerca che si è trovato pronto al momento giusto per validare l'osservazione. Cosa è successo secondo lei?

"Assolutamente sì, siamo davvero vicini!" Del resto è vero che in cento righe il nostro fisico è riuscito a condensare una spiegazione precisa del fenomeno, quelle onde, arrivate sino a noi e generate dalla collisione di due lontanissimi buchi neri, ma lo ha fatto con ironia, spirito, sagacia, non senza la strenua difesa della ricerca.

La professoressa Caterina Petrillo, Direttore del Dipartimento di Fisica e Geologia, ha sottolineato il valore della ricerca che nel campo della fisica viene svolta in collaborazione con altri, a cominciare dall'Infn, l'Istituto che lavora abitualmente con i fisici universitari, traendo vantaggi reciproci da questa collaborazione che si fonda su progetti di ricerca di base.

Come nasce la sua passione per la fisica e come è diventata ricercatrice a Roma?

Ora Einstein iniziò a pensare di scrivere delle equazioni che descrivessero la relazione tra due sistemi di riferimento in cui uno fosse accelerato rispetto all'altro ed ebbe una intuizione. Quindi ho deciso di iscrivermi alla Facoltà di Fisica a Lecce e da lì ho maturato un forte interesse per le onde gravitazionali. Dopo la laurea ho vinto un dottorato di Ricerca in Fisica a Trento su argomenti riguardanti le mie onde preferite e da lì, avendo bisogno di crescere ancora di più, ho partecipato ad (e vinto) una competizione che mi ha permesso di lavorare presso i prestigiosi "Max Planck Institut fuer Gravitationsphysik" di Hannover e Golm (Germania). Solo di recente è ritornata in Italia cogliendo l'occasione fornita dal programma per giovani ricercatori di Rita Levi Montalcini per il "rientro dei cervelli in fuga". Dal 2008 fa parte della collaborazione Ligo-Virgo.

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