Mercoledì, 21 Agosto, 2019

Influenza a quota due milioni: il picco è arrivato

Influenza quasi due milioni gli italiani a letto raggiunto il picco Influenza a quota due milioni: il picco è arrivato
Machelli Zaccheo | 13 Febbraio, 2016, 15:40

Come sempre i più colpiti sono i bambini al di sotto dei quattordici anni tra i quali il numero di casi è aumentato maggiormente: nella fascia di età 0-4 anni l'incidenza è pari a 17,69 casi per mille assistiti, nella fascia di età 5-14 anni a 13,83.

Lo stesso Giovanni D'Agata ha inoltre dichiarato che coloro i quali invece sono stati contagiati dall'influenza è opportuno che questi rimangano a casa, evitando di intraprendere viaggi e di recarsi al lavoro o a scuola, in modo da limitare contatti potenzialmente infettanti con altre persone.

Stando ai dati che sono stati forniti da Influnet, che è la rete dell'Istituto superiore di sanità, l'incidenza dell'influenza stagionale sulla popolazione è pari a 5,45 casi per mille con la fascia d'età più colpita che è rappresentata dai bambini di età inferiore ai 14 anni.

Dall'analisi degli ultimi dati sembra che in questi giorni, in Italia, sia stato raggiunto il picco nazionale, dato che sarà verificato quando nei prossimi giorni il numero inizierà a diminuire, in particolare tra i giovani. I numeri continuano a crescere ma, secondo il bollettino elaborato dal Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute, "probabilmente è stato raggiunto il picco stagionale". Trattasi, nello specifico, di 1.975.000 italiani a letto con 331 mila casi solo in una settimana, e precisamente dall'1 al 7 febbraio del 2016. Attenzione dunque a bere almeno due litri d'acqua al giorno.

I più colpiti dal virus influenzale sono stati fino ad ora i bambini fino a quattro anni di età che sono stati quasi 11% del totale delle persone che hanno contrato il virus influenzale stagionale.

Per Rezza, però: "È bene ricordare che l'influenza è una malattia che si 'autolimita', e cioè tende a risolversi spontaneamente in 3-5 giorni quindi non c'è granché da fare per combatterla se non attendere che faccia il suo corso".

Ci sono anche dei farmaci diversi, i cosiddetti 'inibitori della neuroamidasi' - antivirali veri e propri ma anche questi riducono di poco i sintomi e abbreviano poco il decorso della malattia, e comunque non sono raccomandati se non in casi eccezionali di persone ad alto rischio di complicanze.

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