Giovedi, 18 Luglio, 2019

Alberto Stasi, lettera dal carcere: "Io sono come Tortora"

Alberto Stasi, lettera dal carcere: Alberto Stasi, lettera dal carcere: "Io sono come Tortora"
Evangelisti Maggiorino | 31 Dicembre, 2015, 16:37

"Io come Tortora, sono vittima di un processo mediatico". Non dimenticherò mai le parole di un ex magistrato, che alla domanda su cosa pensasse dei processi mediatici rispose: "'il peggio possibile'". Alberto Stasi scrive una lettera-memoriale dal carcere di Bollate, dove ha iniziato a scontare la pena definitiva di sedici anni per l'omicidio della sua fidanzata Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007. Sto cercando di inserirmi nella realtà carceraria.

E poi il paragone che farà discutere: "In situazioni come queste, le persone vengono esibite come trofei alzati al cielo dopo una vittoria". Il lavoro svolto da educatori, volontari e direzione penitenziaria e' encomiabile. "E' sempre stato cosi' e sempre sara', da Sacco e Vanzetti a Tortora". La vita di un detenuto non e' solo una condizione fisica, ma e' anche (e soprattutto) mentale: il corpo puo' essere ristretto, la mente no. Non mi sento un detenuto. "Mi sento un prigioniero", è uno stralcio di quanto scritto da Stasi.

Altre Notizie