Giovedi, 21 Novembre, 2019

Banche. Ue: no a salvataggio Cassa di Risparmio di Teramo (Tercas)

Banche. Ue: no a salvataggio Cassa di Risparmio di Teramo (Tercas) Banche. Ue: no a salvataggio Cassa di Risparmio di Teramo (Tercas)
Esposti Saturniano | 26 Dicembre, 2015, 14:01

Banche: Ue boccia salvataggio Tercas: (ANSA) - BRUXELLES, 23 DIC - Gli aiuti a Banca Tercas del fondo interbancario sono "aiuto di stato incompatibile". "Affinché l'intervento del Fondo, qualificato come aiuto di Stato, potesse essere considerato compatibile con la disciplina europea, sarebbe stata necessaria la previsione di misure di contenimento della distorsione alla concorrenza, tra le quali, in particolare, la condivisione degli oneri da parte dei detentori di obbligazioni subordinate (cosiddetto burden-sharing)". "Se uno Stato membro per ricapitalizzare una banca opta per lo schema di garanzia dei depositi, esso è soggetto alle regole Ue sugli aiuti di Stato" vietati dall'Unione. "Il percorso di salvataggio di Banca Tercas e di Banca Caripe da parte del Gruppo Banca Popolare di Bari segna un'altra tappa importante, a seguito dell'adozione, in data odierna, dell'attesa decisione negativa della Commissione Europea sull'intervento del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi del 2014 e la corrispondente definizione del nuovo intervento di sostegno da parte del Fitd". Nel mirino di Bruxelles il salvataggio di Banca Tercas, la banca di Teramo. In questo senso, sempre ieri, la commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager ha precisato di accogliere "con favore" la scelta delle banche di valutare un loro intervento volontario.

La Commissione europea ha infatti bocciato, confermando il proprio parere già espresso nella contestata lettera di raccomandazioni inviata lo scorso 19 novembre, le modalità di salvataggio della banca Tercas, per cui il governo italiano aveva deciso di intervenire con il Fondo interbancario di tutela dei depositi. Quindi "se la valutazione porta a concludere che l'uso di questo schema è aiuto di Stato, scatterà la risoluzione della direttiva Brrd (risanamento delle banche, ndr)".

Banca Tercas, poiché il divieto europeo è arrivato quando lil Fondo era già intervenuto con 265 milioni di euro, ha dovuto restituire il finanziamento, un impegno gravosissimo assolto grazie all'intervento volontario di Banca Puglia e di alcune Banche del Fondo.

Secondo la Commissione europea, dalla qualificazione dell'intervento preventivo del Fondo come aiuto di Stato conseguirebbe che la banca sia considerata in stato di dissesto o a rischio di dissesto. Nella legge di stabilità è stata introdotta la deducibilità fiscale che vale sia per chi versa sia per chi riceve nel caso delle quattro banche salvate dal decreto del governo, mentre per quanto riguarda la Tercas vale solo per chi versa. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori. Il FITD, anche su suggerimento e impulso del Ministero dell'Economia e delle Finanze, ha istituito un meccanismo completamente volontario, con una gestione distinta da quella con cui sono assunte le decisioni a tutela dei depositanti, e finanziato con risorse diverse dalle contribuzioni obbligatorie. Anzi, anche se può apparire paradossale, la bocciatura da parte dell'Europa dà il via libera all'operazione di salvataggio-bis avviata dalle banche aderenti al Fondo qualche settimana fa: la creazione di un fondo parallelo su base volontaria, tramite il quale rifinanziare la Tercas, il cui intervento non può essere equiparato ad un aiuto di stato. Una coincidenza di tempi non di poco conto, perché esprime la posizione ufficiale, chiara e in linea con precedenti decisioni (caso Tercas su tutti) della Commissione europea rispetto alle intenzioni palesate dal governo italiano.

Altre Notizie