Lunedi, 24 Giugno, 2019

IS giustifica il traffico di organi umani

IS giustifica il traffico di organi umani IS giustifica il traffico di organi umani
Evangelisti Maggiorino | 26 Dicembre, 2015, 08:00

Questo il testo della fatwa (direttiva religiosa) numero 98 emessa lo scorso 31 gennaio dal consiglio degli ulema (che risponde direttamente al sedicente califfo Abu Bakr al Baghdadi) per giustificare il traffico di organi dei loro prigionieri, un'altra possibile ricca fonte di finanziamento dopo il commercio di petrolio e quello di reperti artistici.

Prendere organi da un prigioniero ancora in vita per salvare un musulmano è 'ammissibile': "la vita dell'apostata e gli organi non devono essere rispettati e possono essere presi impunemente".

La 'fatwa', contenuta in un documento del gennaio scorso, è stata recuperata - si legge sul sito della Reuters - tra diversi dati e informazioni ottenute dalle forze speciali americane in un raid nella Siria orientale.

L'esistenza della fatwa non implica necessariamente che l'Isis sia attivamente coinvolta del traffico di organi.

Una fatwa che avrebbe a che fare con il traffico di organi e (perfino) il cannibalismo.

Nessuna pietà per gli apostati - Il documento non definisce il concetto di "apostata", ma lo Stato islamico in passato ha ucciso o imprigionato non musulmani, come cristiani, e musulmani sciiti, come pure sunniti che non seguono le sue visioni estremiste. "Un gruppo di studiosi islamici hanno permesso, se necessario, che una persona uccida un apostata per mangiare la sua carne e portare beneficio al proprio corpo", si legge.

A febbraio l'ambasciatore iracheno all'Onu, Mohamed Ali Alhakim, aveva denunciato al Consiglio di Sicurezza l'esecuzione di 12 medici a Mosul - la prima città conquistata da Isis in Iraq nel giungo 2014 - per essersi rifiutati di rimuovere organi. Come aveva raccontato all'epoca Brett McGurk, inviato speciale del presidente Barack Obama presso la Coalizione anti-Isis, nell'operazione delle forze speciali Usa in Siria vennero trovati 7 terabytes di documenti su chiavette usb, cd, dvd e dischi rigidi portatili. Finora erano stati resi noti a settembre solo le fatwa che autorizzavano le spoliazione delle vestigia storiche ed il loro commercio.

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