Domenica, 15 Settembre, 2019

L'untore di Aids a Roma: "Non chiamatemi mostro, l'amore si fa in"

L'untore di Aids a Roma: L'untore di Aids a Roma: "Non chiamatemi mostro, l'amore si fa in"
Machelli Zaccheo | 25 Dicembre, 2015, 14:03

Valentino è stato riascoltato in carcere in presenza del pubblico ministero che, nel ribadire quelle che sono le accuse suo carico, si è trovato di fronte un uomo per nulla pentito, quasi privo di ogni rimorso. Il Tribunale del riesame ha respinto la sua richiesta di scarcerazione e resta detenuto a Regina Coeli con l'accusa di lesioni gravissime.

L'uomo infatti, pur essendo consapevole di essere sieropositivo, negli ultimi anni ha contattato in chat, incontrato e avuto decine di rapporti non protetti con altrettante donne che, in diversi casi, ha poi effettivamente contagiato. Lui, oggi 31enne, si chiama Valentino, anche se ormai è stato ribattezzato l'unotore di Roma. A riportare l'interrogatorio avvenuto nel carcere di Regina Coeli è un articolo del quotidiano "il Messaggero".

In altri però avevo avvertito le partner della mia sieropositività, ha dichiarato l'untore in accordo con quanto riportato da Il Mattino.it, aggiungendo che 'in altri casi però avevo avvertito le partner della mia sieropositività. Alcune ragazze le avevo messe in guardia. Valentino T. ha ammesso di aver commesso errori e che, ad alcune delle donne contagiate, aveva detto di essere sieropositivo.

"Non chiamatemi mostro, l'amore si fa in due".

Le indagini della Procura sono partite quando una delle vittime era venuta a conoscenza, tramite un amico comune, della sieropositività del partner.

Si faceva chiamare Vale in chat, sieropositivo dal 2006, da otto anni consumava rapporti intimi molto liberi con le donne che selezionava in rete. La ragazza dopo aver scoperto l'atroce verità decise di denunciare tutto alla magistratura che iniziò ad indagare sulla vicenda che poi è diventata di dominio nazionale per l'alto numero di donne contagiate.

In seguito alla denuncia gli investigatori sono riusciti a contattare altre donne che avevano avuto rapporti con Valentino T. che, dopo aver effettuato il test dell'Hiv, hanno scoperto di essere state contagiate. Di certo si sa che alcune delle donne alle quali ha fatto così male, sono sempre lì ad aspettarlo, con la smania di condividere la stessa disperazione.

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