Domenica, 17 Novembre, 2019

La sinistra saluta la scomparsa di Armando Cossutta

Cossutta Credits
Evangelisti Maggiorino | 16 Dicembre, 2015, 00:32

Cossutta è considerato il più filosovietico dei comunisti italiani, fondatore di Rifondazione comunista dopo la trasformazione del Pci e poi del partito dei comunisti italiani.

Tra i più filo-sovietici tra i dirigenti italiani ha contraddistinto la sua azione politica con prese di posizioni sempre nette. Partigiano nelle brigate Garibaldi, e arrestato durante la Resistenza, il leader scomparso ha attraversato lunga parte della storia politica della sinistra italiana. Per contrasti con Diliberto lasciò anche questo partito nel 2006, ritirandosi dalla politica attiva. E nel 2004 uscì 'Una storia comunista', libro autobiografico edito da Rizzoli. L'8 agosto scorso era rimasto vedovo, dopo la morte della moglie Emilia Clementi, l'inseparabile "Emi", con la quale era stato legato per circa settant'anni e dalla quale aveva avuto tre figli: Anna, Dario e Maura, che era stata parlamentare Armando Cossutta era nato a Milano il 2 settembre del 1926 e si era iscritto al Pci a 17 anni, nel 1943. "Cossutta infatti non esitò a rompere il dogma dell'unità del partito e non esitò a mischiarsi con compagni di strada per lui molto strani - come erano quelli come me che provenivano da Democrazia Proletaria - per rilanciare la presenza comunista in Italia".

I relatori che introdurranno la discussione saranno Patrizio Andreoli (della segreteria regionale del Partito Comunista d'Italia); Fabrizio Pedone (dell'Associazione per la Ricostruzione del Partito Comunista); Luca Rovai (del Partito della Rifondazione Comunista).

La biografia del compagno Armando Cossutta è certo nota e non intendo qui ripeterla perché dovrà esser motivo di ulteriore analisi e studio da parte dei Comunisti.

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