Sabato, 20 Luglio, 2019

Intervista choc rilasciata da un direttore di filiale di Banca Etruria

Intervista choc rilasciata da un direttore di filiale di Banca Etruria Intervista choc rilasciata da un direttore di filiale di Banca Etruria
Esposti Saturniano | 15 Dicembre, 2015, 23:01

"Verso giugno 2015 i commissari di Etruria si accorsero dei Mifid taroccati, mandarono lettere ai clienti di questo tenore". Si trattava soprattutto di persone con una scolarità finanziaria pari allo zero a cui noi professionisti del settore eravamo obbligati a spiegare tutto. "Dico solo che a volte ci sono dei clienti che chiedono di poter avere obbligazioni subordinate perché queste danno un extra rendimento al quale a volte in alcune circostanze sono interessati", ha precisato. Il direttore intervistato ammette però che lui personalmente aveva invitato i suoi clienti a rivolgersi alle associazioni dei consumatori. Invece questo non avveniva.

E non avrebbero potuto immaginarlo nemmeno i dipendenti, che in tutta buona fede hanno venduto - nel corso degli anni - tale prodotto ai clienti, spesso ai propri familiari, parenti o amici. E quindi come facevano a superare l'ostacolo del Mifid, il questionario obbligatorio per stabilire il livello di rischio che un investitore può affrontare?

I dipendenti di Banca Etruria "ricevevano premi in soldi" per quante obbligazioni secondarie riuscivano a vendere a settimana.

Un'operazione doppiamente discutibile e dai risvolti allarmanti se si tiene conto del quadro generale dei prestiti subordinati, che ammonta complessivamente a circa 39 miliardi di bond, che fanno capo a oltre 140 emissioni a maggioranza bancaria, ma anche di altri emittenti nazionali. Con correntisti e piccole e medie imprese - spiega - operavamo così: proponevamo le obbligazioni subordinate a tutti dichiarando un rischio zero. Sempre secondo i dati forniti, per 8200 clienti delle quattro vecchie banche la concentrazione nel portafoglio in obbligazioni subordinate è inferiore al 30% dei loro investimenti, mentre metà delle obbligazioni sono detenute da 2.450 clienti con patrimoni presso le banche superiori ai 250mila euro e il cui investimento medio in subordinate è stato di 65mila euro.

Auspichiamo che le responsabilità della cattiva gestione della banca vengano presto a galla e i responsabili puniti; ci auguriamo pure che i risparmiatori, i clienti, l'opinione pubblica capiscano bene la differenza fra banchiere e bancario, e capiscano che i lavoratori delle banche sono vittime di questa situazione, come lo sono i clienti. E per superare le richieste di Bankitalia ai clienti è stato fatto rifirmare un documento che li metteva a conoscenza dell'alto rischio dei prodotti nel loro portafoglio.

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