Sabato, 19 Settembre, 2020

Ecclestone attacca Ferrari e Mercedes

Cacciopini Corbiniano | 13 Dicembre, 2015, 14:08

E per farlo non ha risparmiato alcune critiche rivolte ai due maggiori team del momento come Mercedes e Ferrari.

Gli appassionati ricordano bene la 'vecchia' Formula 1, ricca di sorpassi, azione ed imprevedibili colpi di scena che hanno attratto anno dopo anno milioni di persone. Le power unit ibride, il solito punto critico: servono solo ai costruttori, "stiamo aiutando un costruttore, perché per Ferrari non fa molta differenza visto il tipo di motori che realizzano". Il patron del Circus critica senza troppi giri di parole il comportamento delle due scuderie e i tentativi di ostacolare le modifiche al regolamento che non vanno nella direzione da loro auspicata.Ecclestone riferisce tra l'altro di una lettera legale scritta dalla Ferrari in cui il team di Maranello sostiene che la Federazione internazionale (Fia) non aveva il diritto di concedere a Ecclestone un "mandato" per cambiare le regole. Todt ed Ecclestone si sono impegnati per presentare le loro proposte entro il 31 gennaio 2016.

Ma è proprio sul team di Maranello che Ecclestone lancia l'attacco più pesante. Il tutto si collegherebbe alla decisione presa la scorsa settimana dal Consiglio Mondiale della Fia di attribuire a Jean Todt e a Ecclestone i poteri "per formulare raccomandazioni e decisioni in merito a una serie di questioni urgenti in Formula 1 come la governance, le power unit e la riduzione dei costi".

A lanciare l'allarme, molto serio, è lo stesso boss della F1, Bernie Ecclestone, che, parlando al quotidiano tedesco "Welt am Sonntag", ha espresso pesanti preoccupazioni per il futuro del circus.

Il caschetto più famoso del paddock, dal canto suo, intende proseguire dritto per la sua strada: "L'unica cosa che possiamo fare è ignorare ciò che ha detto la Ferrari e andare avanti - ribatte Bernie - Le rispondiamo: 'Avete una scelta: potete lasciare o andare all'arbitrato e vedere cosa pensano i giudici'. Noi siamo show business e siamo lì per intrattenere il pubblico, non per mettere su uno spettacolo per consentire alla Mercedes o alla Ferrari di mostrare e vendere le loro macchine".

La guerra intanto prosegue.

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