Venerdì, 05 Marzo, 2021

A Mestre trapianto gomito da cadavere

A Mestre trapianto gomito da cadavere A Mestre trapianto gomito da cadavere
Machelli Zaccheo | 13 Dicembre, 2015, 04:15

"L'intervento - precisa - non è il primo che viene effettuato, ma è di particolare interesse perché solitamente avviene su pazienti che hanno un tumore". In pratica l'articolazione era come se non vi fosse. L'occasione è arrivata grazie a un donatore deceduto dal quale sono state asportate le terminali dell'omero e dell'ulna, poi reimpiantate nel braccio del paziente cinquantacinquenne.

"Ci trovavamo di fronte ad un paziente - spiega il dottor Andrea Miti - il cui gomito si era trasformato in una grande massa ossea compatta". L'articolazione non esisteva praticamente più, avvolta in un blocco unico e ormai solidificato, grande quanto un grosso limone. "Esisteva un'unica soluzione: aprire l'arto - spiega Miti - e togliere tutta l'articolazione trasformata in ossificazione, asportando anche le parti terminali dell'omero e dell'ulna, sopra e sotto l'articolazione del gomito". Tra le due ossa è stata quindi inserita l'articolazione protesica al titanio.

La situazione adesso è la seguente: l'omero nuovo è legato alla parte originale dell'osso segato, la nuova ulna è legata in parte all'osso originario e in parte alla protesi. E tra le due ossa, così ricostruite, sta l'articolazione artificiale, cioè la classica protesi in titanio con snodo centrale in polietilene, che garantisce il movimento del gomito.

All'Ospedale di Mestre gli interventi sul gomito sono ormai una prassi, sia quelli per l'innesto di una protesi all'articolazione, sia quelli, ancora più impegnativi, per la sostituzione della protesi: dal 2008 ad oggi, l'équipe del dottor Miti ne ha praticati una sessantina. Intervento "ai confini" della chirurgia ortopedica all' ospedale dell'Angelo di Mestre, per curare un'impressionante ossificazione del gomito.

Gli ricostruiscono un gomito con trapianto osseo da cadavere. La ricostruzione di tutto questo apparato non è stata certamente facile ma ha dimostrato che anche porzioni di osso così importanti, come il gomito, possono essere trapiantate e ricostruite.

Importante passo in avanti nell'ambito della chirurgia ortopedica. La protesi composita "riduce anche il rischio di infezioni", conclude Capanna. "Con il solo trapianto da cadavere si andava incontro a un'alta percentuale di fallimenti dopo 5-7 anni".

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