Sabato, 10 Aprile, 2021

Calais, graffito di Banksy: anche Steve Jobs diventa un migrante

Calais, graffito di Banksy: anche Steve Jobs diventa un migrante Calais, graffito di Banksy: anche Steve Jobs diventa un migrante
Acerboni Ferdinando | 12 Dicembre, 2015, 17:48

Banksy ha rappresentato in un murales il fondatore della Apple, Steve Jobs, con in mano un computer Mac vecchio e un sacco in spalla - proprio come un profugo - e lo ha fatto in un luogo chiave: su un muro nel campo di rifugiati migranti di Calais, chiamato la Giungla. Ma la scelta di raffigurare il genio dell'azienda di Cupertino non è casuale: sta infatti ad indicare una chiara presa di posizione dell'artista in tema di immigrazione.

Il graffito di Bansky a Calais (dal sito http://banksy.co.uk) Calais (Francia)"Il figlio di un migrante siriano". Per ricordare che Steve Jobs, il defunto papà della Apple, è figlio di un migrante.

"Non siamo tutti sulla stessa barca" ha scritto Bansky accanto al murales in cui, ispirandosi al dipinto La zattera della Medusa di Theodore Gericault, ha ricordato una delle malandate barche della speranza con cui i migranti attraversano il Mediterraneo partendo dalle coste del Nord Africa. Apple è la compagnia più redditizia del mondo, paga oltre 7 miliardi di dollari l'anno in tasse, ed esiste solo perché negli USA è stato concesso l'ingresso di un giovane uomo siriano da Homs. Al lato del graffito un messaggio: "Nessuno merita di vivere così".

Il "parco triste" di Bansky è stato smantellato ed è diventato un rifugio per i profughi.

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